Associazione
Arma Aeronautica Comitato
Studi per Ustica Coordinatore
: Generale Enrico Pinto - Webmaster: Francesco Gironda info@comitatostudiperustica.it
IL DEPISTAGGIO COMINCIATO CON L'INTERVENTO INIZIALE DEL KGB
IL CASO USTICA E' UN ESEMPIO DA MANUALE DI CAMPAGNA DI DISINFORMAZIONE DERIVANTE DA INTERESSI ECONOMICI E POLITICI
Il caso dell'incidente aereo ,accaduto il 27 giugno del 1980, ad un velivolo DC9 di proprietà della compagnia Itavia,scomparso alle ore 21 locali in prossimità dell'isola di Ustica ,mentre era in volo tra Bologna e Palermo, ha dato luogo ad una gigantesca campagna di "intossicazione" e disinformazione della opinione pubblica italiana, i cui effetti sono ancora presenti, più di 25 anni dopo l'avvenuta tragedia.L'iter giudiziario, intrapreso,non contro i colpevoli della strage, ma contro i vertici dell'Aeronautica Italiana, ha raggiunto l'ultimo grado di giudizio. Giudizio i cui risultati potrebbero essere gravemente condizionati,nella formulazione, da interventi politici, da pressione esterne alla ragioni della Giustizia,sul governo Prodi che se ne potrebbe fare interprete, anche se ormai l'innocenza degli imputati è stata riconosciuta in Corte di Assise di Appello nei termini più completi.
Disinformazione cominciata con un articolo della rivista sovietica Mir ,uscito poco dopo l'incidente,che indicava , come causa della caduta , l'attività "bellica" di aerei della Nato. Tesi immediatamente ripresa dai vertici della compagnia Itavia, da una certa stampa , senza alcuna verifica degli elementi di prova.
Il caso Ustica, divenne così uno dei più straordinari esempi di disinformazione "militante" promosse dalle centrali "propagandistiche" di parte, nonchè indice della debolezza strutturale del mondo della informazione, mai come in questo caso asservita, e per così lungo tempo, ad occulti e palesi "poteri forti".
E' in particolare un episodio, tra i molti, della assoluta spregiudicatezza delle centrali disinformative di parte, in questo caso arrivate a sostenere ,secondo la teoria del "doppio stato", che una supposta acritica "obbedienza", dei vertici delle Forze Armate del nostro paese, ai "perversi" ordini degli Americani , avrebbe determinato complicità , nell'abbattimento del DC9 ed in via subordinata,almeno l'occultamento di una "battaglia aerea" nei cieli d'Italia .Ed in uno di questi scenari di pura fantasia ,comparso su un autorevole periodico, si è ipotizzato che, uomini delle istituzioni italiane fossero stati consapevoli complici ,se non direttamente partecipi , persino del successivo"omicidio" di passeggeri sopravvissuti.
La schizofrenia delle tesi così pervicacemente suggerite dalla campagna di intossicazione, fa dimenticare a tutti che ,in occasione del confronto avvenuto a Sigonella con gli americani ,furono gli stessi uomini, in particolare il gen. Bartolucci,allora Capo di Stati Maggiore delle Forze Armate Italiane che,obbedendo agli ordini del Governo, fecero levare in volo caccia armati a contrastare l'aereo americano che disturbava il volo, autorizzato dagli accordi italiani con il governo egiziano.
INCHIESTA
Documenti consultabili
" Quel che temiamo a questo punto della vicenda di Ustica è che al primo terribile danno della strage, al secondo terribile danno della mancata individuiazione e cattura dei responsabili, se ne aggiunga un terzo: la condanna di capri espiatori innocenti, nello show di una giustizia impotente che li offre alla gogna sulla pubblica piazza, per calmare le attese di una folla di uomini e donne inconsapevoli di essere le ultime vittime di questatremenda tragedia". (dal Libro "Ustica -Verità svelata" di P. Guzzanti)
Quello che Guzzanti temeva è avvenuto, uomini innocenti sono stati rinviati a processo perchè non si è avuto il coraggio di dire che per 20 anni la magistratura, i governi e gli specifici ministri competenti , non hanno saputo o voluto fare quanto era nei loro compiti istituzionali per identificare le cause vere della caduta del DC9 e perseguirne i responsabili!
Il Giudice Istruttore Priore , dopo una inchiesta lunghissima e dopo la conclusione e le richieste dei Pubblici Ministeri, ha emesso una sentenza di rinvio a giudizio che in partenza rinuncia ad identificare le responsabilità della caduta dell'aereomobile e si occupa solo di cercare ipotesi di reato nei comportamenti dei vertici dell'AMI,precludendo alle famigli dei caduti la possibilità di conoscere la verità sulla perdita dei loro cari. Ma:
La Corte di Assise di Roma assolve tutti gli imputati ma per i Generali Bartolucci e Ferri utilizza, in relazione all'ipotesi di mancata informazione all'Autorità di Governo,la formula della prescrizione.Il ricorso di tutte le parti alla Corte di Assise di Appello terminerà poi con l'assoluzione con formula piena,perchè il fatto non sussiste per assoluta mancanza di prove.
Spaventoso spreco di risorse pubbliche avvenuto per dimostrare l' indimostrabile. Si è colpevolmente scelto di non esplorare tutte le ipotesi ,in particolare, come si evince dal filmato in apertura di questa Home Page, quella dell'esplosione interna. Ripercorriamo le tappe di questo caso giudiziario , caso emblematico del disastro organizzativo gestionale in cui versano, la Magistratura e molte delle istituzioni italiana, ormai da decenni.
Clicca per leggere i documenti
CONTROINCHIESTA e LIBRO BIANCO
IN POCHI REAGIRONO ALLA CAMPAGNA DI DISINFORMAZIONE CONTRO L'AVIAZIONE MILITARE ITALIANA
Il conformismo registrato di fronte alla campagna mediatica ed al condizionamento da questa effettuato sulla conduzione delle indagini, in merito alle responsabilità relative alla caduta del D.C.9 Itavia ha pochi riscontri nella pur tormentata storia della "informazione" in Italia.A parte episodici articoli ad esprime qualche dubbio sulle ricostruzioni dietrologiche che affollavano televisioni e carta stampata furono in pochi, alla "Associazione dei parenti delle vittime" egemonizzata dalla Senatrice Bonfietti ogni spazio veniva aperto e ogni credito veniva concesso come se da li arrivasse l'unica verità. Solo l'impegno del Comitato Studi per Ustica riuscì in parte ad arginare questo indecente monopolio della informazione.
Malgrado il fatto che il Comitato Studi per Ustica sottolineasse come spostare il relitto da Pratica di Mare , per portarlo a Bologna, significasse distruggere ogni possibilità future di approfondirne la lettura, la volontà politica di continuare a proporre, tramite l'esposizione del "Testimone" trasformato in illecito monumento, una bugia come verità ,ha prevalso.
PROCESSO
Il processo tenutosi di fronte alla Corte di Assise di Roma è terminato con le sentenza di assoluzione di tutti gli imputati.
Clicca per leggere la sentenza di assoluzione pronunciata dalla Corte di Assise
Sia gli imputati che i PM e le parti civili hanno ricorso contro la sentenza ,i primi perchè insoddisfatti dai termini della loro assoluzione, i secondi alla ricerca di un verdetto di colpevolezza
Clicca per leggere la sentenza della assoluzione pronunciata dalla Corte di Assise di Appello con cui i Generali Bartolucci e Ferri vedono accolte tutte le loro tesi
CAMPAGNA MEDIATICA
Collegandosi con il sito della Associazione dei Familiari delle Vittime, presieduto dalle sen Bonfietti (DS), si possono con facilità riconoscere le tesi su cui è stata costruita la campagna mediatica sul caso Ustica.
Tesi opinabili, che,a nostro avviso non reggono il confronto, come non hanno retto sul piano processuale, e la verifica con quanto realmente è avvenuti nel cielo di Ustica , come lo svolgimento del dibattimento e le conseguenti assoluzione hanno dimostrato.
Processo svoltosi nel più imbarazzante silenzio mediatico ,al contrario dell fase istruttoria con indagini supportate ed "indirizzate" da una imponente campagna di informazione( o meglio di disinformazione) da parte di quasi tutti i media italiani
Nel processo le tesi del Libro Bianco del Comitato Studi per Ustica sono state confermate ,quelle della Associazione dei Familiari delle Vittime respinte.
Le interpretazioni "colpevoliste" della sentenza, fatte dalla Sen.ce Bonfietti, che malgrado l'assoluzione cerca di attribuirne la causa a pretestuose dilazioni nelle indagini , vanno lette e valutate dai "navigatori".
( non sarà mai troppo tardi quando qualcuno a Bologna insorgerà sullo scandalo offerto da una istituzione che, in una società democratica, dovrebbe essere al servizio di tutti, che si fa portavoce di tesi manifestamente di parte e per di più errate, durante lo svolgimento di indagini e di un processo che ,oggi più che mai appare originato da un preciso pregiudizio )
LINKS
In questa sezione trovate i links con siti che illustrano alcuni degli eventi , dei giudizi, delle opinioni più caratterizzanti il lungo dibattito che, sul caso Ustica ha coinvolto l'opinione pubblica italiana, suddivisi in gruppi omogenei per rendene più facile la consultazione .
Abbiamo dato per ogni link un breve commento del contenuto del sito per aiutare il navigatore nella scelta di quelli da visitare.
Questo link, firmato da Stefano Bizzari che rinvia ai soli siti che sostengono le tesi della Associazione presieduta dalla sen.Bonfietti è corredato da vignette piuttosto inaspettate . E' un esempio, della partecipazione spontanea dell' autore, che diremmo in buona fede, alla campagna mediatica contro l'Areonautica Militare Italiana di quegli anni.Il tentativo di collocare sul relitto le tracce del foro di ingresso di un missile è un esempio di errata informazione ,per altro sconfitta in sede processuale da tutte le perizie sul "testimone"
Questo link porta al sito di Fabrizio Colarieti ,sostenitore del partito del missile, e quindi su posizioni diametralmente opposte alle nostre, ha comunque realizzato uno dei più interessanti siti sull'argomento. Tra i più aperti tra i difensori delle tesi della sen. Bonfietti e del dott. Davanzali proprietario dell'Itavia, ha sempre operato perchè il confronto delle tesi diverse fosse possibili.
3) http://www.stragediustica.info/Questo link , porta al sito della Associazione presieduta dalla Sen Bonfietti:ha una scritta in homepage :"un mare di menzogne" Ci auguriamo che le sentenze della magistratura consentiranno agli italiani di conoscere chi ,sulle cause della tragedia e sui depistaggi veramente mente.
CONCLUSIONI e NEWS
UNA VERGOGNA NAZIONALE LA CUI RESPONSABILITA' CADE PER INTERO SULLE CLASSI DIRIGENTI POLITICHE CHE NULLA HANNO FATTO PER IMPEDIRE LO SVILUPPO DELLA CAMPAGNA DI INTOSSICAZIONE MEDIATICO GIUDIZIARIA
Per ora il confronto tra verità e disinformazione è ancora in corso. Tutti i protagonisti del processo in Corte d'Assise avevano ricorso in Appello e la Corte di Assise di Appello ha assolto vertici dell'Aereonautica con formula piena ,respingendo in modo netto le osservazione degli appellanti. Le parti civili e l'accusa avevano tentato di ottenere dalla Corte di Cassazione la modifica delle motivazioni della assoluzione. Questo avrebbe comportato una artificiosa attribuzione di responsabilità a carico dei generali, dichiarati innocenti in appello. La Corte di Cassazione ha respinto questa manipolazione della verità. Il danno comunque fatto al nostro paese è gigantesco. La Giustizia non ha ricercato e punito i responsabili della tragedia. Cifre sconvolgenti, nell'ordine di centinaia di miliardi di lire sono state spese in una istruttoria dal risultato fallimentare. L'opinione pubblica fatica a trovare, dopo anni di scenari inventati spacciati per dimostrati, il filo d'arianna che consenta di approfondire correttamente l'enorme massa di dati disponibili ma contradittori,tra i quali selezionare quelli indispensabili a farsi una idea corretta dell'accaduto.
La campagna mediatica di parte ha delegittimato qualsiasi fonte che fosse istituzionalmente indipendente e quindi oggettiva . E le vittime, spesso purtoppo sfruttate per odiosi fini di parte. restano ancora senza giustizia.
Se si è semplici cittadini si sceglie di credere alla ipotesi della battaglia aerea e del missile oppure dell'esplosione per probabile attentato, , in funzione delle idee prevalenti nello schieramento politico in cui ci si riconosce.indifferenti alle sentenze di assoluzione,solo perche in contrasto con quello che la disinformazione subita spinge a voler credere.E questo è terribile , ma ancor più terribile che i più parlano per luoghi comuni senza fare alcuno sforzo di approfondimento. Giornalisti,scrittori, politici, funzionari dello stato, parteggiano in funzione degli interessi propri e dei propri "protettori" o, nel migliore dei casi, per "coerenza" a precedenti prese di posizione , magari solo per non ammettere di essersi, in passato, fatti ingannare dalla campagna mediatica sull'argomento.
Pochissimi italiani, in mancanza di forti esempi di riferimento, sentono il dovere di esercitare pressioni sulla politica, sulla stampa, sulla magistratura perchè la ricerca della verità continui , dopo che il processo ha fatto crollare le fantasiose tesi delle parti civili , in gran parte condivise dalla sentenza-ordinanza del giudice istruttore Priore, mentre la maggioranza della opinione pubblica italiana ,con la propria superficiale indifferenza contribuisce alla sofferenza degli innocenti e alla impunità dei veri colpevoli della strage.
Roma 12 gennaio 2007
COMUNICATO STAMPA DEL SEN VINCENZO MANCA
già vicepresidente della Commissione Stragi
In merito alle ripetute interviste concesse agli organi di stampa e alle televisioni pubbliche e private dalla Sig.ra Bonfietti e dal giudice Priore , dopo la conferma della Corte di Cassazione della sentenza di assoluzione dei Gen Bartolucci e Ferri, emessa con formula piena dalla Corte di Assise d’Appello, il Sen Vincenzo Manca, già vicepresidente della Commissione Stragi, sottolinea che continuare ad affermare che comunque sia stata raggiunta, in termini giudiziari, la certezza che nei cieli di Ustica sia avvenuta una battaglia aerea, che determinò la caduta del DC9,rappresenta una mistificazione della realtà ,che si potrebbe tradurre in un vero e proprio gratuito depistaggio della opinione pubblica. Le ipotesi contenute in una sentenza di un Giudice Istruttore ,non sono una verità giudiziaria acquisita, ma solo una ipotesi che va successivamente provata nel successivo iter giudiziario. Cosa che non è avvenuta. A conferma che questo suo parere è ampiamente ed autorevolmente condiviso anche all’interno dello schieramento politico in cui più numerose, negli anni passati ,sembravano essere le adesioni alla tesi della battaglia aerea , il Sen Manca specifica che il Sen. Pellegrino nella prefazione introduttiva al saggio dal titolo “Ustica, assoluzione dovuta giustiza mancata (edizioni Koinè) in distribuzione nelle librerie in questi giorni, autore lo stesso Manca, scrive: In questa aspra e per me negativa contrapposizione (tra il “partito” del missile e il “partito” della bomba in Commissione Stragi) -difficilmente può giungersi alla verità, se si parte da convinzioni precostituite-, a sorprendermi era però soprattutto l’atteggiamento dei fautori dell’ipotesi bellica, che consideravano minimalista l’ipotesi dell’esplosione interna al velivolo: e ciò benché, almeno a me risultasse evidente il contrario, apparendomi oggettivamente più grave rispetto all’ipotesi di un casuale coinvolgimento del DC9 in un evento bellico, quella di una strage volontaria e quindi dolosa, che avrebbe accomunato la tragedia del DC9 ai tanti attentati esplosivistici, che hanno funestato la storia italiana dal 1969 (Piazza Fontana) al 1984 (il treno di Natale). Duravo fatica a trovare una ragionevole spiegazione a questo atteggiamento, che restava di assoluta rigidità e di assoluta insofferenza a misurarsi con una ipotesi diversa, benché l’inchiesta nel suo progredire desse riscontri sempre più labili all’ipotesi del duello aereo. Esemplare di ciò fu la gelida diffidenza, con cui i militanti nel partito del missile accolsero la lunga requisitoria dei Pubblici Ministeri che, ripercorrendo in maniera minuziosa ed attenta i risultati delle tante analisi tecniche eseguite sul relitto, davano onestamente atto che gli indizi di una esplosione interna prevalevano sugli indizi (che pure sussistevano) di un evento esterno, che avrebbe causato il collasso del velivolo per l’onda d’urto determinata da una esplosione ravvicinata o da un aereo che avesse sfiorato, senza intercettarla, la rotta del DC9; restando in ogni caso esclusa l’ipotesi che il DC9 fosse stato colpito da un missile (aria-aria o terra-aria), che a lungo per i più aveva costituito una certezza. E successivamente, in merito alle conclusioni del Giudice Istruttore Priore l’ex Presidente della Commissione Stragi sen Pellegrino così scrive: Ad una lettura attenta le conclusioni cui il G.I.(Priore) era pervenuto svelavano una evidente fragilità derivante non solo dalla intrinseca opinabilità dei dati radaristici su cui si fondava (che in sé necessitano di essere decrittati e quindi si offrono ad una pluralità di contrastanti interpretazioni), ma soprattutto per un dato che anche Manca non omette di sottolineare. L’intera ricostruzione di Priore muoveva infatti dall’assunto di una anormalità della situazione del cielo italiano nella intera giornata del 27 giugno 1980, anormalità che rendeva quindi plausibile lo scenario bellico finale sul cielo di Ustica. Ma quel giudizio di anormalità mancava di dati di riscontro, che pur sarebbero stati necessari, perché reggesse al vaglio dibattimentale, cui doveva essere sottoposto.
Comitato Studi per Ustica
C O M I T A T O S T U D I U S T I C A
C O M U N I C A T O NR.04 / 2007
19 GENNAIO 2007 18.30 / L
ALLE AGENZIE STAMPA :
A CONFERMA DI QUANTO EVIDENZIATO NEL COMUNICATO NR.03 / 2007 DEL 12 CORRENTE , CIRCA IL BATTAGE MEDIATICO SUL DISAPPUNTO ED INSODDISFA-ZIONE PER LA SENTENZA ASSOLUTORIA PIENA DEI GENERALI DELL' AERONAUTICA DA PARTE DELLA SUPREMA CORTE , IL MEDESIMO HA CONTINUATO AD ESSERE SOSTENUTO ANCHE TRAMITE UN TENTATIVO UNILATERALE DI STRUMENTALIZ- ZAZIONE ACCUSATORIA, NEI CONFRONTI DELL'AERONAUTICA MILITARE, CIRCA LE RESPONSABILITA' DEL DISASTRO AEREO CIVILE DI USTICA , RISOLTOSI , IL 14 COR- RENTE , CON UNO STRINGATISSIMO CONFRONTO A DUE -TRA IL GIORNALISTA A. PURGATORI E CHI SCRIVE- NEL CORSO DELLA TRASMISSIONE TELEVISIVA "SABA- TO , DOMENICA E…" -CONDOTTA DA F. DI MARE- . MA E' QUINDI PROSEGUITO CON ARTICOLI COMPARSI SU VARIE TESTATE E , SOPRATTUTTO , CON UN SERVIZIO , A PIU' ARTICOLI (IN TOTALE 6) , PUBBLICATO OGGI SULLA RIVISTA "LEFT AVVENI- MENTI" (NUOVA SERIE N.03), TRATTANTI IL "CASO USTICA" COME SE NULLA DI NUOVO SIA STATO DETTO IN MERITO DA PARTE DI TRE CORTI PENALI GIUDICANTI AVENTI RESO , DAL 2004 AD OGGI , TRE INEQUIVOCABILI SENTENZE ASSOLUTORIE .
IN SOSTANZA , ED IN RIFERIMETO SPECIFICO AL PRIMO DI TALI ARTICOLI -"QUELLA NOTTE ANDO' COSI'"- L' INTERVISTATORE -CONDIRETTORE A. PURGATORI- OTTIE- NE DALL' INTERVISTATO -G.I. R. PRIORE- , SU TUTTI GLI ASPETTI / FATTI FOCALI DELLE AZIONI INQUIRENTI -MIG 23 LIBICO COMPRESO- , LE CONFERME DELLE CON- CLUSIONI ALLE QUALI ERA PERVENUTO E CHE HA RIPORTATO NELLA SUA "ORDI- NANZA-SENTENZA" DEPOSITATA IL 31 AGOSTO 1999 , IN DIFFORMITA' A QUANTO INVECE RIPORTATO SULLA "REQUISITORIA" DEI PP.MM. -SALVI / ROSELLI / NEBBIO- SO- DEPOSITATA IL 31 LUGLIO 1998 .
TALE DIFFORMITA' CONCERNEVA , IN PARTICOLARE, LA IPOTESI DI "ESPLOSIONE INTERNA" , SUFFRAGATA DA ELEMENTI / PROVE TECNICO-SCIENTIFICHE , NON ESISTENDO TRACCE DI "MISSILE" , IPOTESI NON ACCETTATA DAL G.I. , NONCHE' LO "STRALCIO" DI 33 UFFICIALI -OLTRE AI 4 + 5 IMPUTATI RINVIATI A GIUDIZIO- DA INDAGARE / INQUISIRE CHE I PP.MM. RITENEVANO INVECE DI DOVERSI PROSCIO- GLERE .
NONOSTANTE LA CONVINZIONE DELLA GIUSTEZZA DEI PROPRI CONVINCIMENTI ACCUSATORI , CHE TRASPARE DALLA CHIAREZZA DELLE RISPOSTE FORNITE DAL GIUDICE PRIORE AL SUO INTERVISTATORE , NON PUO' NON EVIDENZIARSI CHE TUTTO IL SUO IMPIANTO INQUISITORIO ED ACCUSATORIO E' STATO PRATICAMEN- TE DEMOLITO , PER GLI ASPETTI TECNICO-SCIENTIFICI ED A SEGUITO DI RIPETUTI ED ESAUSTIVI CONFRONTI PERITALI , NEL CORSO DELLE 257 UDIENZE SVOLTE DALLA CORTE DI ASSISE , MENTRE LA CORTE DI APPELLO NE HA CONTESTATO IL FONDAMENTO GIURIDICO-PROCEDURALE IN QUANTO PRESCINDENTE DAI FATTI , IN ASSENZA DI PROVE , BASATO SU IPOTESI ED ILLAZIONI NONCHE' NON RETTO DA COERENZA SILLOGICA .
IL CONVINCIMENTO DELL' ALLORA G.I. CIRCA GLI SCENARI DI TENSIONE INTERNA- ZIONALE CONNOTANTE L' AREA DEL MEDITERRANEO DEGLI ANNI '80 , NELL' AMBI- TO DEL QUALE SI SAREBBE SVOLTA LA FANTOMATICA "BATTAGLIA AEREA" -EVENTO CHE LO STESSO EX PRESIDENTE DELLA "COMMISSIONE STRAGI" ,G. PEL- LEGRINO , AMMETTE COME MAI VERIFICATASI PER IL SEMPLICE MOTIVO CHE SAREBBE STATO IMPOSSIBILE MANTENERLA SEGRETA PER 27 ANNI DA PARTE DI ALMENO 500 PERSONE CHE VI AVREBBERO DOVUTO PRENDERE PARTE- , EVIDEN- ZIA COME LO STESSO NON ABBIA MAI VOLUTO ACCETTARE I RISULTATI DELLE PERIZIE RADARISTICHE D' UFFICIO CHE , ESAMINATE LE REGISTRAZIONI -TUTTE INTEGRE E NON MANIPOLATE- DEI SETTE RADAR CHE BATTEVANO USTICA , NON NE HANNO TROVATO TRACCIA ALCUNA , CONFERMANDO -IN PARTICOLARE LA "DALLE MESE"- CHE SUL PUNTO "O" VI ERA SOLO IL DC-9 ITAVIA NON ESSENDOCI ALTRI VELIVOLI ATTORNO NEL RAGGIO DI 50 / 60 NM .
LA INDIVIDUAZIONE DI ALTRE TRACCE DI ALTRI VELIVOLI , IDENTIFICATE O NON , IN ALTRE AREE / SPAZI AEREI ED IN ORARI DIVERSI DA QUELLO DEL DISASTRO -COME CHIARITO ANCHE DALLA NATO IN GLONS , FORNENDO SPECIFICHE RISPOS- TE AI QUESITI DEL G.I. ATTIVATOSI CON ROGATORIE , MA NON RENDENDO CERTO ALCUNA PERIZIA IN MERITO , COME PRETENDEREBBE IL CONDIRETTORE PURGA- TORI- , NULLA E PER NULLA PUO' MODIFICARE LA REALTA' DEL CIELO RADAR DELLA SERA DEL 27 GIUGNO 1980 SU USTICA , A 25.OOOFT ED ALLE 18h59'45"/Z .
IL PROCESSO AI GENERALI MAGGIORI IMPUTATI E' CONCLUSO , ALMENO FORMAL- MENTE , MA -IN ATTESA DELLE MOTIVAZIONI DELLA CASSAZIONE- SI RENDE NOTO CHE "LA PROCURA DI ROMA HA APERTO UNA NUOVA INCHIESTA PER IL REATO DI "STRAGE" " (NON PRESCRITTIBILE) , REATO CHE SICURAMENTE E' STATO COMPIUTO MA CHE SARA' DIFFICILE , SE NON IMPOSSIBILE , ACCERTARE STANTE LA COMPROMISSIONE DELL' UNICA PROVA ESISTENTE : IL DC-9 I-TIGI IMPROVVIDA- MENTE DISSEQUESTRATO E PORTATO A BOLOGNA PER IL "MUSEO DELLA MEMO- RIA" , ANCORPRIMA DELLA CELEBRAZIONE DEL PROCESSO DI CASSAZIONE !
SE LA SENTENZA DI CASSAZIONE HA SUSCITATO "DELUSIONE ED AMAREZZA" , ANZICHE' SODDISFAZIONE PER AVER FINALMENTE ASSOLTO DEGLI INNOCENTI -SERVITORI DELLO STATO- , LA PROFILANTESI POSSIBILITA' CHE MAI POTRA' ESSERE ACCERTATA LA VERITA' OGGETTIVA DEL DISASTRO AEREO SUSCITA SCONCERTO ED INDIGNAZIONE RENDENDO COMUNQUE PROBLEMATICO IL DOVUTO RISARCIMENTO / INDENNIZZO NEI CONFRONTI DEI FAMILIARI DELLE 81 INNOCENTI VITTIME .
IL COORDINATORE E MEMBRO GEN. E. P I N T O
C O M U N I C A T O NR. 01 / 2007
09 GENNAIO 2OO7 14.30 / L
ALLE AGENZIE STAMPA : - ANSA ecc
CON UDIENZA DELLA PRIMA SEZIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE , FISSATA PER LE 10.00/L DI DOMANI 10 GENNAIO 2007 , IL QUOTIDIANO “IL MANIFESTO” HA PUBBLICATO STAMANE QUATTRO ARTICOLI SPECIFICAMENTE DEDICATI AL “PROCESSO USTICA” , FACENTI UN ESCURSUS DELLA VICENDA GIUDIZIARIA E MET- TENDONE A FUOCO GLI ASPETTI PROCESSUALI –DI ASSISE PENALE E DI APPELLO , CONCLUSISI RISPETTIVAMENTE IL 30 APRILE 2004 ED IL 15 DICEMBRE 2005 CON DUE SPECIFICHE SENTENZE ASSOLUTORIE DEI GENERALI IMPUTATI , IN PARTICOLARE LA SECONDA “PERCHE’ IL FATTO NON SUSSISTE”- CHE, SECONDO GLI ARTICOLISTI , NON AVREBBERO TENUTO CONTO DELLE EMERGENZE DIBATTIMENTALI CHE AVREBBERO CONFIGURATO “LANCIO DI MISSILI” (TIPO “BLAST”) , “BATTAGLIA AEREA” DI UNA “GUERRA NON DICHIARATA” , “QUASI COLLISIONI” E “CEDIMENTO STRUTTURALE” DEL DC-9 ITAVIA , OLTRE A “MANCANZA DI DATI RADAR” , “DOCUMENTAZIONI NON CORRETTE …..STRACCIATE , MANIPOLATE , RISCRITTE” .
AL PROF. M. VADACCHINO , INTERVISTATO DALL’ ARTICOLISTA S. MENAFRA –VDS “QUELL’ ASSURDA GUERRA TRA PERIZIE” COMPARSO A PAG. 3-, VA’ RICORDATO , IN MERITO ALLE RISULTANZE E CONFRONTI PERITALI DI ASSISE , CHE INVECE LA PERIZIA D’ UFFICIO “MISITI / (SANTINI)” –NOMINATA DAL G.I. R. PRIORE- HA CON- FERMATO LA INESISTENZA DI “MISSILI” –GIA’ ASSERITA DALLA PERIZIA D’ UFFICIO “BLASI II”- , MENTRE HA ESCLUSO IL “CEDIMENTO STRUTTURALE” E CONFERMA-TO LA ATTENDIBILITA’ DELLE REGISTRAZIONI DEI RADAR , SIA CIVILI CHE MILI- TARI -CHE NON EVIDENZIAVANO ALTRI VELIVOLI VICINI ALL’ I-TIGI- , DANDO INVECE CONCRETEZZA ALL’ IPOTESI DI “ESPLOSIONE INTERNA” QUALE CAUSA DEL DISASTRO AEREO CIVILE , IN BASE AD OGGETTIVI ELEMENTI DI RISCONTRO TECNICO-SCIENTIFICO (COME RIPORTATO NELLA REQUISITRORIA DEI PP.MM. DEL 31 LUGLIO 1998) ; LA ASSERITA INCOMPLETEZZA E/O NON AFFIDABILITA’ DELLE RISULTANZE PERITALI –PER PERFEZIONARE LE QUALI IL COLLEGIO SOLLECITO’ FORMALMENTE IL G.I. (NEL LUGLIO 1994) PER OTTENERE UNA ESTENSIONE DI MANDATO- RIMASE PERTANTO TALE E SENZA SEGUITO DA PARTE DELL’ INQUIRENTE , MENTRE NON VA’ DIMENTICATO CHE IL PROF. ING. F. TAYLOR –CHE HA INDAGATO SIA PER IL “CASO LOCKERBIE” CHE PER “USTICA” , INDICANDO IN UNA “ESPLOSIONE INTERNA” LA CAUSA DI ENTRAMBI I DISASTRI- , E’ STATO CREDUITO DALLE CORTI BRITANNICHE ED INTERNAZIONALI , MENTRE NON E’ STATO RITENUTO ATTENDIBILE DAL G.I. .
PERALTRO VA’ ANCORA RICORDATO AL PROF. VADACCHINO CHE , IN MERITO AI DATI DELLE REGISTRAZIONI RADAR , LE PERIZIE DI UFFICIO “SELENIA” (1989/- 1990) E “DALLE MESE “ (1997 ) –A CONFERMA DI QUELLA DELLA “COMMISSIONE PRATIS” (1989)- , HANNO SPECIFICAMENTE ACCERTATO CHE LE MEDESIME ERANO “INTEGRE E NON MANIPOLATE” , CHE ATTORNO AL DC-9 NON VI ERANO ALTRI VELIVOLI “NEL RAGGIO DI 50/60 NM” DAL PUNTO “O” E CHE IL “RADAR MARCONI” DELL’ ATCAS / CIAMPINO ERA CARATTERIZZATO DA ANOMALIE DI PRESENTAZIO- NE (ECHI DOPPI E FALSI ECHI) CHE IL PARI/COUBICATO “RADAR SELENIA” NON PRESENTAVA .
ALTRESI’ NON VA’ DIMENTICATO CHE LA CORTE DI ASSISE HA DICHIARATO “NUL- LE” BEN TRE PERIZIE D’ UFFICIO (UNA “DALLE MESE” E DUE “CASAROSA/HELD) CHE , RICHIESTE DAL G.I. PRIORE OLTRE IL TERMINE INQUIRENTE EX LEGE DEL 31 DIC 1997, MIRAVANO A RENDERE ATTENDIBILE LA IPOTESI DI “QUASI COLLISIONE” PRESUPPONENDO LA PRESENZA DI “ALTRI VELIVOLI NASCOSTI” SOTTO AL DC-9 .
CIO’ PER EVIDENZIARE COME , NON TANTO LE PERIZIE DI PARTE IMPUTATA -CHE PERALTRO SONO STATE RICONOSCIUTE IN CONFRONTO PERITALE DIBATTI- MENTALE CORRETTE/VALIDE DAI PERITI DI UFFICIO (IN PARTICOLARE DELLA “DALLE MESE” E “CASAROSA”) CHE HANNO QUINDI SMENTITO LE PROPRIE- , QUANTO LE STESSE PERIZIE DI UFFICIO HANNO ASSERITO QUANTO IL PROF. VA- DACCHINO SEMBRA , DALLE SUE RISPOSTE , VOLER CONTESTARE AI PERITI DI PARTE IMPUTATA IN TERMINI DI ATTENDIBILITA’ E VALIDITA’ DI PROVA TECNI- CO-SCIENTIFICA .
ALLA PRES.SSA D. BONFIETTI -VDS “I FAMILIARI / CHIEDIAMO DIGNITA’ IN NOME DELLA GIUSTIZIA” , SEMPRE A PAG.3- , VA’ INVECE RICORDATO CHE IL G.I. R. PRIOPRE , AL TERMINE DELLA SUA AZIONE INQUIRENTE –PROTRATTASI PER 20 MESI OLTRE IL PRE- VISTO ED IN PARZIALE DIFFORMITA’ A QUANTO CONCLUSO DAI PP.MM. CON LA LORO CI- TATA REQUISITORIA-, “CI CONSEGNAVA” UNA ORDINANZA/SENTENZA CHE NON HA DEFINITO LA CAUSA DEL DISASTRO AEREO CIVILE -RIMANENDONE “IGNOTI” GLI AU- TORI- , MENTRE HA RINVIATO A GIUDIZIO I GENERALI MAGGIORI IMPUTATI PIU’ ALTRI CINQUE –OLTRE AD ULTRRIORI 33 STRALCIATI- PER RESPONSABILITA’ CHE NULLA HANNO MAI AVUTO A CHE VEDERE CON LA CAUSA DELL’ EVENTO ; CON TALE ORDINANZA / SEN- TENZA , QUINDI , IL G.I. HA ARCHIVIATO IL “CASO USTICA” , MENTRE IL TRASFERIMENTO DEL RELITTO DEL DC-9 A BOLOGNA –DISSEQUESTRANDOLO- HA INVALIDATO L’ UNICA PROVA CERTA E DEFINITIVA DELLA CAUSA DEL DISASTRO AEREO .
LA CORTE DI ASSISE PENALE IN REBIBBIA HA ESAMINATO LE IPOTESI DELLA CAUSA DEL DISASTRO SOLO PER VALUTARE IL COMPORTAMENTO TENUTO , -DOPO CHE IL MEDESIMO SI ERA VERIFICATO- DAI GENERALI , ASSOLVENDOLI TUTTI DAL REATO DI “ALTO TRADIMENTO / IMPEDIMENTO” CON FORMULA PIE- NA , MENTRE HA ASSOLTO PER PRESCRIZIONE I GENERALI BARTOLUCCI E FERRI PER L’ IPOTESI DI “TURBATIVA” , IN QUANTO PRESCRITTA .
LA CORTE DI APPELLO PENALE , ESAMINATO IL COMPORTAMENTO TENUTO DA TALI DUE GENERALI , LI HA QUINDI ASSOLTI PERCHE’ “IL FATTO NON SUSSISTE”, STANTE LA ACCERTATA / CONCLAMATA ASSENZA DI ELEMENTI DI PROVA .
LA CORTE DI CASSAZIONE , QUINDI , GIUDICHERA’ I RICORSI -PRESENTATI DALLE PARTI AMMESSE- DE JURE , ESSENDO I FATTI GIA’ STATI ESAUSTIVAMENTE ESAMINATI E DIBATTUTI NEI DUE PRECEDENTI GIUDIZI , RENDENDONE AMPIA E COMPLETA SPIEGAZIONE E GIUSTIFICAZIONE IN DUE SPECIFICHE “MOTIVAZIO- NI .
LA VERITA’ GIUDIZIARIA E’ QUINDI DOCUMENTATA E PUBBLICA , LA VERITA’ COSIDETTA STORICA PUO’ ESSERE INVECE OGGETTO DI AMPIA REVISIONE .
IL COORDINATORE E MEMRO
GEN. E. P I N T O
C O M U N I C A T O NR.O5
12 DICEMBRE 2006 18,30 / L
ALLE AGENZIE STAMPA : - ANSA ecc
NEL CORSO DELLA TRASMISSIONE “TG-1 / MATTINA” DEL 10 CORRENTE –CONDOTTA DAL GIORNALISTA F. DI MARE , E’ STATO NUOVAMENTE AFFRONTA- TO IL TEMA DEL DISASTRO AEREO CIVILE DI “USTICA” , NELL’ AMBITO DELLA RUBRICA “ITALIA DEI MISTERI” -TITOLANDOLO “FU DAVVERO UNA COLLI- SIONE ?”- , FACENDO INTERVENIRE IL GIORNALISTA A. PURGATORI –UN TEMPO DELLA REDAZIONE DEL CORRIERE DELLA SERA- ED IL PROF. C. CASAROSA –GIA’ PERITO D’ UFFICIO NOMINATO DAL G.I. R. PRIORE- , E TRATTANDO DELL’ INCIVO- LO , OCCORSO LA SERA DEL 27 GIUGNO 1980 , LE POSSIBILI IPOTESI CIRCA LA CAUSA DEL MEDESIMO .
IN PARTICOLARE IL GIORNALISTA HA RICHIAMATO ALLA MEMORIA QUELLA DEL “MISSILE” E DELL’ “ESPLOSIONE INTERNA” AL DC-9 , ASSERENDO CHE PER LA PRIMA NON SONO STATE MAI RISCONTRATE LE EVIDENZE ESPLOSIVISTICHE DI SCHEGGE UNA TESTA DI GUERRA , MENTRE PER LA SECONDA , PARIMENTI , NON SONO STATE INDIVIDUATE LE “SEGNATURE” CHE LA CARATTERIZZANO , ASSE- RENDO , NEL PRIMO CASO UNA VERITA’ ORMAI INCONTROVERTIBILE , MENTRE PER LA SECONDA IPOTESI SEMRA AVER DIMENTICATO QUANTO CHIARAMENTE EMERSO , IN CONFRONTO DIBATTIMENTALE PROCESSUALE DI ASSISE , IN MERITO AD EVIDENTI DANNI ESPLOSIVISTICI INTERNI RISCONTRABILI , TUTTORA , SULLA STRUTTURA INTERNA DELLA TOILET DI CODA , SUL SUO LAVELLO E SUI TUBI DEL W/C , NONCHE’ SU TUTTE LE TUBULATURE DELLA PRESSURIZZAZIONE DELLA CABINA PASSEGGERI . PERALTRO IL PURGATORI HA DATO INVECE UNA VERSIONE NUOVA CIRCA UNA ULTERIORE IPOTESI QUALE CASUSA DEL DISASTRO AEREO , ASSERENDO CHE IL “VELIVOLO INSEGUITO” , FINITO IN CODA AL DC-9 I-TIGI ED AFFIANCATOSIGLI (FORSE IL “MIG-23” LIBICO CHE I PP.MM. IN ASSISE HANNO ACCERTATO ESSERE CADUTO IN SILA SOLO IL 18 LUGLIO 1980 E NON CERTO LA SERA DEL 27 GIUGNO PRECEDENTE ?) , SI SIA IMPROVVISAMENTE POSTO SU DI UNA ROTTA ORTOGO- NALE A QUELLA DELL’ ITAVIA ED INSERENDO IL POST-BRUCIATORE ABBIA PROVOCATO LA ROTTURA DEL TERMINALE DELLA SEMIALA SINISTRA DEL VELIVOLO CIVILE , PROVOCANDONE LA DESTRUTTURAZIONE IMPONENTE E LA CADUTA IN MARE : IPOTESI CHE , PIU’ CHE INFONDATA , E’ SEMPLICEMENTE FANTASIOSA , PER CHI ABBIA UN MINIMO DI CONOSCENZE DI AERODINAMICA E DI MECCANICA DEL VOLO !
IL PROF. C. CASAROSA, DA PARTE SUA, HA RICHIAMATO ALLA MEMORIA, DI CHI HA AVUTO MODO DI SEGUIRE I DIBATTIMENTI DI ASSISE –IN PARTICOLARE I CON- FRONTI DEI PERITI DI UFFICIO E DEI GENERALI MAGGIORI IMPUTATI- , LA SUA SECONDA VERSIONE DI IPOTESI , QUELLA DEI “VORTICI DI ESTREMITA’” ALARE –DOPO AVER ABBANDONATO QUELLA DELLA “QUASI COLLISIONE” E DELLA DESTRUTTURAZIONE DEL DC-9 ORIGINATASI SUL TERMINALE DELLA SEMIALA SINISTRA , E NON , COME INVECE ACCERTATO , IN SENSO CONTRARIO DAL MOTO- RE DESTRO ALLA SEMIALA- ESSENDO STATO INFATTI COSTRETTO AD AMMETTERE IN RIPETUTI CONFRONTI , SULLA BASE DELLE CONTESTAZIONI DEI PERITI DEGLI IMPUTATI , CHE LE SUE BASI DI CALCOLO ED I PARAMETRI DA LUI CONSIDERATI NON CORRISPONDEVANO AI DATI PROGETTUALI E COSTRUITTIVI DEL DC-9/15 , (DEFINITI E STABILITI DALLA COSTRUTTRICE DOUGLAS) .
MA VA’ RICORDATO CHE ENTRAMBE LE IPOTESI , CONFIGURATE DAL PURGATORI E DAL CASAROSA , PRESUPPONGONO LA PRESENZA IN VOLO –SUL PUNTO “O” DEL DISASTRO- DI ALTRI VELIVOLI OLTRE AL DC-9 , COSA CHE INVEVCE LE STESSE PERIZIE DI UFFICIO –QUELLA RADARISTICA “DALLE MESE” IN PARTICOLARE , DEL GIUGNO 1997 , PIENAMENTE CONFERMATA IN ASSISE- HANNO DICHIARATO PRIVA DI RISCONTRI RADAR ASSERENDO , IN CONCLUSIONE , CHE : - “TUTTI I NASTRI RADAR (CIVILI E MILITARI) SONO RISULTATI INTEGRI E NON MANIPOLATI” , - “IN UN RAGGIO DI 50/60 NM ATTORNO AL DC-9 NON VI ERA PRESENZA DI ALTRI VELIVOLI” . PERTANTO ENTRAMBE RISULTANO PATENTEMENTE INFONDATE , PROPRIO PER- CHE’ PRESUPPONGONO UNA PRESENZA DI “VELIVOLI FANTASMA” CHE INSE- RISCONO IL “POST-BRUCIATORE” E/O INTERFERISCONO , CON I “VORTICI DI ESTREMITA’”, LA PARTE TERMINALE DELL’ ALA SINISTRA DELL’ I-TIGI .
SAREBBE QUINDI OPPORTUNO CHE LA TELEVISIONE DI STATO , CON UN PROGRAM- MA MOLTO SEGUITO –QUALE IL “TG-1 MATTINO”- ANZICHE’ DIFFONDERE INFOR- MAZIONI INFONDATE E FUORVIANTI L’ OPINIONE PUBBLICA , TRATTASSE IL “CASO USTICA” SOLO SULLA BASE CERTA DELLE RISULTANZE PROCESSUALI DI ASSISE E DI APPELLO –NONCHE’ SULLA BASE DELLE SENTENZA CHE LA CORTE DI CASSA- ZIONE VORRA’ RENDERE IL 10 GENNAIO PROSSIMO- , EVITANDO DI PRESTARSI AD AZIONI DI DISINFORMAZIONE CHE SUL “CASO” NON SONO PIU’ NE’ AMMISSIBILI , NE’ TOLLERABILI .
IL COORDINATORE E MEMBRO GEN. E. P I N T O
Il Giornale 3/01/2007
Ustica, il governo fa la guerra all’Aeronautica
di Stefano Zurlo da Milano
Il governo Prodi non ci sta. Non accetta la sentenza di assoluzione dei generali accusati di aver nascosto la verità sul disastro di Ustica. Vuole un altro processo contro gli alti ufficiali e non teme che alla fine di un nuovo dibattimento la magistratura presenti il conto proprio a Palazzo Chigi: meglio una verità politicamente corretta, anche se questa potrebbe costare centinaia di milioni di euro agli italiani. Addirittura 1.700 miliardi di lire, ovvero la cifra richiesta a suo tempo da Aldo Davanzali, il patron dell’Itavia e del Dc9 caduto nei cieli di Sicilia il 27 giugno 1980.
In realtà la parola fine è a portata di mano: il 10 gennaio andrà in scena in Cassazione l’ultimo atto di una vicenda che si trascina dall’estate di ventisette anni fa, quando l’aereo dell’Itavia con 81 persone a bordo precipitò in mare. Per lungo tempo la magistratura ha ipotizzato che il velivolo fosse stato colpito da un missile e ha immaginato una battaglia intorno all’aereo. Ma poi, pezzo dopo pezzo, tutto l’impianto accusatorio è franato e infine anche agli alti ufficiali, portati sul banco dell’accusa per aver mentito e depistato, è stato restituito l’onore. La corte d’assise d’appello di Roma ha assolto Lamberto Bartolucci e Franco Ferri con la formula più ampia: perché il fatto non sussiste.
Partita finita? Sì, secondo l’Avvocatura dello Stato che in maggio scrive alla Presidenza del consiglio dei ministri spiegando che «non sono ravvisabili i presupposti per poter proporre validi motivi di ricorso». Secondo i legali, «si è in presenza di una sentenza che ha escluso la responsabilità penale degli imputati all’esito di un rigoroso e approfondito scrutinio delle emergenze processuali, condotto in puntuale conformità alle regole di valutazione degli indizi e degli elementi di prova raccolti nel corso del processo».
Il 23 maggio, Palazzo Chigi, dove Romano Prodi si è insediato da soli sei giorni, decide però di andare avanti: «Questa Presidenza ritiene opportuno che venga formalizzata la impugnativa già proposta da codesta avvocatura,
anche in relazione all’eccezionale rilevanza del processo e alle necessarie implicazioni nella scelta dell’impugnativa di complesse componenti quali l’alto numero delle vittime e la risonanza del processo presso l’opinione pubblica».
Dunque, si procede. Una valutazione politica convince lo Stato ad inseguire un’altra verità, a combattere contro un’assoluzione decisa dalla magistratura, quindi dallo stesso Stato, e che riguarda pezzi importanti dello Stato, come i vertici dell’epoca dell’Aeronautica militare. Così Palazzo Chigi, attraverso l’Avvocatura, siederà sui banchi delle parti civili per l’ultima battaglia. Anche se lo stesso Stato è contemporaneamente il responsabile civile, ovvero chi dovrebbe pagare se venisse evidenziata una qualche responsabilità dei generali. Paradossale, ma vero.
Nel processo civile, parallelo a quello penale, Aldo Davanzali, ex Presidente e socio dell’Itavia, la compagnia cui apparteneva lo sfortunato Dc9, aveva chiesto allo Stato la bellezza di 1.700 miliardi di lire. Nei giorni successivi alla tragedia, era circolata la voce che il Dc9 fosse caduto per un cedimento strutturale e dunque il peso della sciagura era ricaduto interamente sull’Itavia, travolta dalle polemiche. Poi l’indagine condotta dal giudice istruttore Rosario Priore aveva puntato il dito contro i silenzi e le omissioni di Stato scagionando la compagnia. «Una cosa è sicura - aveva detto Davanzali avviando la causa - la tragedia non fu dovuta al cedimento strutturale dell’aereo, il Dc9 I Tigi decollato il 27 giugno 1980 dall’aeroporto di Bologna per Palermo. Il velivolo non era né vecchio, né maltenuto, né tantomeno era stato omesso alcun controllo per la sicurezza dei passeggeri». Davanzali è morto, la causa prosegue senza di lui, ma nel 2003 in un procedimento secondario, partito con la denuncia del commissario che aveva preso in mano l’Itavia dopo lo sfascio seguito alla catastrofe, il Tribunale ha stabilito che l’Itavia ha diritto ad un risarcimento di 108 milioni di euro.
A pagare saranno i Ministeri della Difesa, dell’Interno e dei Trasporti.
È chiaro che l’assoluzione su tutta la linea dei generali indebolisce enormemente le pretese risarcitorie da parte dell’Itavia e di qualsiasi altro soggetto nei confronti dello Stato. Non dimostrata la battaglia aerea, caduta miseramente la tesi del missile, spazzati via le menzogne e i depistaggi di Stato, il disastro di Ustica torna al punto di partenza: un mistero italiano. Un mistero e non un segreto di Stato, la cui verità sarebbe nascosta in qualche cassetto (tutte le carte di questa vicenda infinita sono disponibili sul sito www.comitatostudiperustica.it).
Palazzo Chigi però non accetta questo finale ed è disposto anche a pagare centinaia di milioni di euro pur di separare le proprie responsabilità da quelle dei generali e di chiunque ha avuto a che fare con questa tragedia, ritenuta da una buona metà del Paese il frutto avvelenato di oscuri wargames, come documenta il celeberrimo film di Marco Risi Il muro di gomma. Che sposa la tesi del missile, di cui però non è stata trovata traccia quando il relitto del Dc9 è stato ripescato sui fondali del Mar Tirreno.
Il Governo non arretra. E torna alla contestazione originaria, l’attentato agli organi costituzionali con l’aggravante dell’alto tradimento: in primo grado Ferri e Bartolucci se l’erano cavata con la prescrizione, perché era stata riconosciuta soltanto una fattispecie assai meno grave, la cosiddetta turbativa. Poca cosa rispetto al capo d’imputazione. Poi in secondo grado era arrivata l’assoluzione piena. Una débâcle. Come se non bastasse, l’Avvocatura fa notare che il codice penale è stato modificato sul punto: «Per effetto di tale modifica legislativa il reato di attentato contro gli organi costituzionali è configurabile solo laddove gli atti... siano qualificati come violenti ed inoltre non è più prevista l’ipotesi della cosiddetta turbativa». Peraltro caduta in appello. Se ne ricava, secondo l’Avvocatura,«che anche ove si volesse fare ricorso per Cassazione, tale iniziativa sarebbe comunque destinata al fallimento, poiché la Suprema corte dovrebbe tener conto della circostanza che il fatto non è più previsto dalla legge come reato».
Neanche questa obiezione scalfisce l’ostinazione del Governo che non vuole rassegnarsi davanti alle sentenze di assoluzione: «L’imputazione di un reato militare, l’alto tradimento, fa ritenere opinabile la formulazione operata nella decisione del reato di turbativa anziché di quello di impedimento all’attività di Governo». Ricapitolando: al Governo sta bene solo l’imputazione originaria, l’alto tradimento. E non va giù né il verdetto di primo grado, fermatosi alla turbativa, né tantomeno quello di appello che ha spazzato via tutto.
Per la cronaca va detto che nel 1999 il Giornale intervistò Frank Taylor, il più autorevole degli undici periti chiamati da Priore nel 1990 per stabilire le cause del disastro. E Taylor, un’autorità mondiale, fu chiaro. Anzi, esplicito fino alla polemica: «A provocare la tragedia fu una bomba. Ma i magistrati non volevano sentire la parola bomba». Scartata la pista della bomba, naufragata quella del missile, poco credibile quella della quasi collisione con un fantomatico aereo militare, Ustica è solo un punto di domanda. E se non è chiara la dinamica del disastro, diventa quasi incomprensibile un atto d’accusa ai generali che avrebbero nascosto una verità che nessuno conosce. Non importa. Il Governo vuole giocare anche l’ultima partita, in Cassazione. E ha messo in conto di poter pagare un prezzo. Molto alto.
Il governo Prodi contro il governo Berlusconi. Anche a proposito di Ustica, sinonimo di una tragedia che taglia in due il Paese ed è lo specchio di lacerazioni profonde. Carlo Giovanardi, ministro per i Rapporti con il Parlamento nella scorsa legislatura, tuona: «Il comportamento di Palazzo Chigi è incredibile. Su Ustica calpestano sistematicamente quel che abbiamo fatto noi e questo è grave». Il governo Prodi infatti non ha digerito la sentenza di assoluzione nei confronti dei generali, assolti in appello dall’accusa di aver mentito e depistato sul disastro del 27 giugno 1980, costato la vita a 81 persone. Palazzo Chigi ha incaricato l’Avvocatura dello Stato, che pure non ne voleva sapere, di costituirsi parte civile contro i generali in vista dell’ultimo passaggio giudiziario di questa storia: in Cassazione, il prossimo 10 gennaio. Una mossa che Giovanardi contesta radicalmente: «L’8 ottobre 2002 andai in Parlamento a riferire quel che era emerso in venti e passa anni di indagini e raccolta di informazioni nei Paesi alleati. Non c’erano e non possono esserci dubbi: al 99 per cento la causa della caduta del Dc9 è da attribuire a una bomba. In secondo luogo i generali non c’entrano niente con questa tragedia. Sono persone perbene, specchiate, che hanno servito il Paese, cominciando giovanissime negli ultimi anni della seconda guerra mondiale». Giovanardi non ha dubbi: «Diciamo la verità, faceva comodo la tesi del missile americano o francese che colpisce un aereo in volo, col suo carico di civili inermi. Faceva comodo e così per tanti anni si è cercato in tutti i modi di accreditare quella tesi. Ma il missile non è stato trovato. Nemmeno una scheggia, nulla, nemmeno dopo aver ripescato il relitto del Dc9 in fondo al mare. E anche l’ipotesi della quasi collisione con un fantomatico aereo militare impegnato in una ancor più fantomatica battaglia aerea fa acqua da tutte le parti. La verità è quel che i periti misero in luce all’inizio degli anni Novanta:
al 99 per cento a bordo fu piazzato un ordigno, la cui firma io cercherei dalle parti della Libia. In ogni caso, la bomba era inservibile: andava contro la teoria del doppio Stato, dei corpi deviati, delle trame occulte care a certa sinistra che da sempre insegue burattinai e poteri forti». Risultato: i generali sono rimasti a lungo sulla graticola e poi, lentamente, la verità è emersa: in primo grado è arrivata la prescrizione, ma per una fattispecie, la turbativa, assai meno grave di quella contestata originariamente, l’attentato agli organi costituzionali con l’aggravante dell’alto tradimento. E in appello l’assoluzione piena. «Ecco - riprende Giovanardi - anche la magistratura, che pure ha cercato a lungo il missile, alla fine si è arresa e ha certificato l’assoluta correttezza degli alti ufficiali. E Prodi cosa fa? Insiste con l’Avvocatura perché provi a rimettere in discussione il verdetto. Ma allora il lavoro svolto dal sottoscritto che fine fa? Certo, ciascuno è libero di svolgere le proprie considerazioni politiche, ma ci dovrebbe essere una continuità istituzionale. Qui è saltato tutto. E allora si cerca in qualche modo di “mascariare” i generali, di buttare loro addosso schizzi di fango. Per esempio, provando a modificare in extremis i termini dell’assoluzione. Il verdetto d’appello è nettissimo: l’assoluzione è perché il fatto non sussiste. Io credo che l’obiettivo del governo sia quello di ottenere una pronuncia meno limpida: assoluzione perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato. Infatti la turbativa, riconosciuta in primo grado e caduta in appello, non esiste più dopo la riforma dell’articolo 289 del codice penale». Giovanardi è amareggiato: «Questo esecutivo promuove alle più alte cariche istituzionali ex terroristi e assassini. Ma poi se la prende e perseguita chi ha difeso lo Stato per una vita. Questo sì è vergognoso.