CAPITOLO III

LE COMMISSIONI D’INCHIESTA SULLE STRAGI

 

1. La Commissione Stragi e la Relazione del Presidente Sen. Libero Gualtieri (Allegato 30).

 

La C.S. è stata istituita con Legge 17 MAG 1988 n° 172 ed a presiederla veniva nominato il Sen. Gualtieri.

Dal 1989 ha svolto una inchiesta sulle vicende connesse al disastro di Ustica, interrogando militari, politici, magistrati, ministri e vertici istituzionali. Il 22 APR 1992 ha trasmesso alla Presidenza di Camera e Senato una Relazione firmata tuttavia da soli 14 dei suoi 41 membri, corredandola delle note integrative degli Onorevoli De Julio, Macis e Bosco che comunque si dissociano dalla medesima per opposizione alle conclusioni.

 

a. Valutazioni della Commissione sul caso Ustica.

 

Dal testo della Relazione emerge con inequivocabile evidenza, come, in sede di valutazione di fatti ed eventi, si esprimano gravi giudizi su persone ed organismi, senza tenerne ben presente le specifiche rispettive responsabilità fissate per legge.

Dopo una lunga serie di contestabili argomentazioni e dopo aver posto in evidenza le contraddizioni e le imprecisioni di magistrati, politici ed istituzioni varie, le sue conclusioni, con un salto di logica impressionante, scaricano tutte le responsabilità solamente sul personale dell’ A.M.

Dalla lettura della Relazione non si può non maturare il convincimento che le imputazioni definite dall’A.G. nei confronti del personale A.M. traggano origine dalla Relazione stessa, dando così corpo ai timori, espressi dal Presidente della Repubblica Cossiga ai Presidenti delle Camere circa una pericolosa commistione tra l’operato della Commissione e quello della Magistratura (cfr. Allegato 14).

Fu infatti in occasione della promulgazione della Legge, con la quale si provvedeva a prorogare per la terza volta il termine per l’ultimazione dei lavori della Commissione Stragi, che il Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, con lettera del 28 DIC 1991 ai presidenti delle Camere, esprimeva serie perplessità, circa tale commistione, come risulta dagli stralci della medesima, di seguito integralmente riportati:

"Un altro motivo di perplessità derivava dalla circostanza che fossero oggetto dell’inchiesta parlamentare in corso vicende sulle quali sono ancora aperti procedimenti di carattere giurisdizionale sui quali sarebbe gravemente scorretto interferire, anche in via di fatto, con sconfinamenti o con inopportune suggestioni".

"Ho anche considerato i valori civili e giuridici cui è collegato l’accertamento delle eventuali responsabilità politiche e amministrative che dovrebbe sempre costituire il fine esclusivo dell’inchiesta. Ho valutato, gli altissimi valori morali rappresentati dal diritto di familiari delle vittime a conoscere i motivi per i quali non si è giunti all’individuazione dei responsabili delle stragi e dei fatti connessi a fenomeni eversivi. Sono profondamente convinto che tali obiettivi si raggiungerebbero molto più efficacemente in un quadro di maggiori certezze, sia per quanto attiene ai poteri ed alle finalità delle inchieste parlamentari, sia per quanto riguarda i rapporti con le indagini dell’autorità giudiziaria - come sono altrettanto profondamente convinto che le interferenze fra le due attività impediscano e non favoriscano l’accertamento della verità".

"In attesa che il parlamento si pronunci sugli indicati temi di così grande delicatezza e complessità, faccio appello ai membri della Commissione d’Inchiesta (Stragi) perché anche al fine di dare autorevolezza politica e morale agli accertamenti da essi compiuti ed alle conclusioni che trarranno da questi accertamenti sul piano del giudizio, sappiano respingere le suggestioni della "giustizia politica": si attengano, per analogia, ai principi che ispirarono anche per l’accertamento dei fatti, il sistema delle garanzie del cittadino, secondo le regole del "giusto processo secondo il diritto"; ricerchino i fatti in spirito di verità e denunzino eventuali responsabilità politiche o politico-amministrative secondo giustizia, lasciando agli organi della giurisdizione il compito che è loro esclusivo, di qualificare giuridicamente - leciti o illeciti, legittimi o illegittimi - i fatti stessi e ancor più di individuare responsabilità penali e civili".

 

In merito emerge, con chiara evidenza, come la relazione del Sen. Gualtieri sia stata ben lontana dall’osservanza dei principi di fondo indicati dal Presidente Cossiga.

A tale proposito va ricordato che consulente della Commissione fu il Giudice Rosario Priore, che ha partecipato ai lavori ed espresso pareri. Infatti è stato nominato Giudice Istruttore per le indagini sul disastro di Ustica successivamente, il 23 LUG 1990. Da tale data, per quanto noto, le indagini hanno seguito quasi esclusivamente l’ipotesi di colpevolezza dell’A.M. Ci si chiede quindi quale sia stata l’etica giuridica che ispirò una tale nomina e chi la sostenne. Lo vedremo in seguito.

In allegato si unisce un dettagliato commento alla Relazione Gualtieri, ponendone in evidenza le più macroscopiche manchevolezze. La medesima, in ogni caso, avrebbe richiesto e richiederebbe quello specifico esame che il Parlamento non ha ancora effettuato.

 

b. Considerazioni sulla Relazione.

 

La Relazione della C.S. è, in sostanza, un documento politico, firmato solo da 14 su 41 membri, che è comunque contestato da una circostanziata nota del Sen. Bosco, allegata alla medesima. La Relazione trae spunto e pretesto, oltre che dalle campagne di stampa pro-missile, anche dalle 2 contraddittorie relazioni del Collegio Peritale Blasi, che - nella seconda perizia - si spacca in due parti, sostenenti una il "missile" e l’altra la "bomba", evidenziando in ogni caso i periti non adeguata preparazione tecnica e scientifica. Infatti, tale Collegio operò dall’84 all’89 per produrre una Relazione incompleta. Alle successive richieste del Giudice si divise al suo interno per presentare, nel maggio 1990, due versioni contrapposte sulla causa dell’incidente: "bomba" contro "missile". La C.S. sposa chiaramente una sola delle due tesi, quella del missile, la quale è l’unica che, accusando l’A.M., può scagionare tutte le altre parti in causa, dal Governo fino agli ultimi veri responsabili.

Invano la Relazione Gualtieri dice che si tratta di giudicare i comportamenti indipendentemente dalla causa della tragedia. Infatti tali comportamenti, che la C.S. ritiene di individuare nell’operato dell’A.M. come illeciti, varrebbero soltanto se la causa del disastro fosse un missile o una collisione. Ciò ovviamente squalifica del tutto l’operato della C.S., presieduta dal Sen. Gualtieri, che, fra l’altro, riuscì a far approvare la Sua Relazione soltanto da quorum minimo dei suoi componenti ed a Camere della XI^ Legislatura già sciolte.

Fece riferimento ad un Collegio Peritale, quello Blasi, che, anche alla luce delle più recenti risultanze, peggiore non poteva essere. Infatti, pur avendo la scusante di aver potuto esaminare solo il 34% circa del relitto, non poté in effetti disporre di analisi tecnico-scientifiche approfondite, né effettuò confronti con chi poteva, per competenza e responsabilità, indicare ciò che più probabilmente fosse successo nel cielo di Ustica.

Una ulteriore prova dell’inquinamento "politico" introdotto nel processo ufficiale di Ustica dalla C.S. - come già detto e paventato dall’allora Presidente Cossiga nella Sua lettera ufficiale (cfr. Allegato 14) - è dato dalle motivazioni poste a base delle comunicazioni giudiziarie per i vertici dell’AM., definite dall’A.G. a cura del Giudice Priore, già collaboratore della C.S. e da poco insediatosi al posto del Giudice Bucarelli, il quale era stato ripudiato dalle parti civili e quasi costretto a rinunciare all’incarico anche a seguito di una non chiarita controversia con l’On. Amato.

Le comunicazioni giudiziarie saranno commentate in apposito capitolo.

Costituisce inoltre ulteriore prova, a conferma delle interferenze politiche la nomina, come poc’anzi detto, del citato Giudice Priore a Giudice Istruttore per il caso Ustica. Infatti, il 22 GIU 1994, in occasione del 14° anniversario della strage di Ustica, durante la trasmissione tv Maurizio Costanzo Show - presenti l’allora Ministro degli Interni Roberto Maroni (Lega Nord), la Senatrice Bonfietti, il Sen. Gualtieri, già Presidente della Commissione Stragi, lo scrittore Alberto Bevilacqua e, in platea, numerosi parenti delle vittime - il Sen. Gualtieri dichiarò pubblicamente, nel rievocare gli episodi connessi con l’inchiesta: "Comunque riuscimmo a cambiare i Magistrati, mettemmo un magistrato di grande capacità e grande serietà che è il Giudice Priore, affiancato da altri Magistrati", tanto che lo scrittore Bevilacqua domandò: "Mi scusi, avevate sfiducia in quei Magistrati che avete sostituito? ". Ma Gualtieri eluse la domanda. Di tutta la trasmissione esiste naturalmente registrazione video e audio. E’ risaputo che le dimissioni del Giudice Bucarelli furono provocate dal noto "incidente" con l’On. Amato, che asseriva di aver visto riprese sottomarine del relitto principale del DC-9 effettuate da personale statunitense, cosa che il Giudice Bucarelli negava. Tale questione, di cui non sono noti gli approfondimenti, è fra le cause ufficiali del cambio del Giudice. Ma quel "riuscimmo" e quel "mettemmo" di Gualtieri denotano chiaramente un preciso disegno ed una indiscutibile intromissione politica e non solo sua, in fatti e competenze della Magistratura. Nessuno ha voluto notare un fatto così grave. Ma naturalmente, come ci sono i processi di piazza, ci sono anche le assoluzioni di piazza.

Inoltre, per quanto riguarda la tutela del segreto d’ufficio, è bene conoscere le trascrizioni dello "Speciale Ustica" del Giornale Radio del primo canale Rai (GR 1, 08.00 del 18 GEN 1992) che è la prova della fuga di notizie che verrà poi sistematicamente ripresa fino a divenire prassi corrente, (Allegato 31).

 

2. La nuova Commissione Stragi presieduta dal Sen. Giovanni Pellegrino (XII Legislatura).

 

Essa eredita il caso Ustica.

Durante la XII Legislatura una nuova bozza di relazione, che ricalcava in gran parte quella del Sen. Gualtieri, è stata lasciata cadere. Ottenuta una proroga dei lavori, la Commissione - nell’ambito dell’attuale XIII Legislatura - confermato quale Presidente il Sen. Pellegrino, si è accinta a svolgere una propria inchiesta sul caso, che ora appare molto diverso visti i risultati derivanti dal pressoché completo recupero del relitto. Le nuove risultanze del Collegio Misiti e della perizia radaristica impongono infatti un mutamento di ottica e quindi una revisione rispetto alla "Gualtieri"; si auspica che ciò avvenga con l’ausilio dei necessari esperti.